|
EVOLUZIONE TETTONICA DELLA CALABRIA SETTENTRIONALE Lanzafame & Tortorici (1981) e Tortorici (1981), fornendo un quadro sintetico dell’evoluzione tettonica della Calabria settentrionale, individuano tre principali eventi deformativi che producono altrettanti sistemi principali di dislocazione: Il primo evento, di età Tortoniano-Pliocene inferiore, produce una serie di horst e graben attualmente orientati in direzione NW-SE. Questo tipo di tettonica distensiva, ha controllato la sedimentazione fino al Pliocene inferiore. Il secondo evento, mediopliocenico, è caratterizzato da una tettonica compressiva responsabile della formazione di pieghe, faglie inverse e faglie trascorrenti. Il terzo evento deformativo crea, a partire dal Pliocene medio superiore, dislocazioni di tipo tensivo con andamento preferenziale N-S. Questi eventi deformativi generano in Calabria settentrionale numerose dislocazioni a carattere regionale che gli autori suddividono in tre sistemi principali: 1) Il primo sistema è determinato da piani orientati in direzione N-S; 2) Il secondo in direzione NW-SE; 3) Il terzo è caratterizzato da piani orientati in direzione NE-SW.
SISTEMA N-S Gli elementi compresi in questo sistema si sviluppo particolarmente agli estremi occidentali e orientali della Calabria settentrionale. Ad occidente si identificano con una serie di faglie normali che delimitano le strutture della Catena Costiera e della valle del Crati (Lanzafame & Tortorici, 1980). Ad oriente il sistema N-S limita verso la Sila il bacino del Crotonese ed è rappresentato da un sistema di faglie normali, con rigetti via via decrescenti verso N che troncano tutte le strutture originate dalle dislocazioni del sistema NW-SE. Lo stesso sistema N-S interessa anche il versante occidentale della Catena Costiera, separandola dal bacino di Paola attraverso faglie normali immergenti verso W.
SISTEMA NW-SE Rappresenta il sistema più sviluppato della regione ed è costituito da una serie di faglie normali con piani inclinati di 60-80°, che frazionano la Calabria settentrionale in una serie di horst e graben tra cui i principali sono rappresentati dall’horst della Sila piccola e dal graben Crotonese, sui quali si sviluppano una serie di strutture minori. Nella parte settentrionale della valle del Crati si può osservare ancora il sistema NW-SE dove è presente la faglia del Pollino, che rappresenta il limite del bacino del Crati, mettendo a contatto i terreni calcareo dolomitici del massiccio del Pollino con i sedimenti post-miocenici della piana di Sibari. I rigetti dell’intero sistema aumentano procedendo da S verso N dove, lungo la dislocazione principale, raggiungono valori complessivi dell’ordine del migliaio di metri di cui almeno 700 realizzati dopo il Pleistocene inferiore (Lanzafame & Tortorici, 1981).
SISTEMA NE-SW Questo sistema è stato fondamentale nella storia tettonica della regione e trova la sua massima espressione nella linea di Sangineto a N e lungo il corso del fiume Savuto a S. L’allineamento settentrionale, che attraversa trasversalmente la regione, è rappresentato da una serie di faglie normali che ribassano a gradinata verso SE e separano, fin dal Pliocene superiore, due ambienti di sedimentazione: uno a N, ai piedi della catena del monte Pollino, caratterizzato da depositi detritici grossolani che riflettono caratteristiche di ambiente paralico che evolve all’inizio del Pleistocene medio ad ambiente lacustre, e l’altro a S, caratterizzato da peliti a microfaune pelagiche. L’allineamento meridionale è caratterizzato da faglie normali il cui elemento principale è rappresentato dalla linea del F. Savuto, che ribassando verso NW, mette a contatto i termini del substrato con i sedimenti tortoniano-messiniani della porzione più meridionale della zona di Amantea, e lungo la quale il fiume Savuto mostra un percorso rettilineo.
A cura di: Dott. Geol. Carmine Pagliaro http://guide.dada.net/geologia/index.shtml
|
Ultimo aggiornamento: 04-01-08 Copyright 2003-2008 Per info contattare il Webmaster